Informazioni verificate a ottobre 2026 su norme e fonti ufficiali (elenco in fondo).
Hai in mano la scatola di un integratore per capelli. Davanti ci sono promesse grandi, dietro una tabella piena di sigle e microgrammi. Da dove si comincia?
Leggere l'etichetta non serve a scegliere da soli cosa prendere: quella decisione spetta al medico. Serve a capire cosa c'è davvero nella confezione, e a riconoscere le promesse che non stanno in piedi.
In questa guida trovi cosa deve esserci per legge e come si legge la tabella dei nutrienti. Poi cosa significa "% VNR" e quali sono i campanelli d'allarme.
In breve
- Per legge l'etichetta deve indicare la dose giornaliera, l'avvertenza a non superarla e la quantità di ogni nutriente per quella dose.
- La "% VNR" dice quanto copre una dose rispetto a un valore di riferimento uguale per tutti. Non è il tuo fabbisogno personale.
- Più non vuol dire meglio: per molti nutrienti esiste un livello massimo oltre il quale il rischio aumenta.
- Se prendi più prodotti insieme, i nutrienti si sommano. Parlane prima con il medico.
- Per i capelli esistono solo quattro frasi autorizzate su vitamine e minerali: tre parlano di "mantenimento di capelli normali", una della loro pigmentazione. Nessuna promette di far ricrescere i capelli.
Prima cosa: c'è scritto "integratore alimentare"?
Sulla confezione deve comparire la parola "integratore alimentare". Per la legge italiana, il Decreto legislativo 169 del 2004, gli integratori sono alimenti, non farmaci.
Per questo l'etichetta non può attribuire all'integratore la capacità di prevenire, trattare o curare una malattia. Lo stabilisce la stessa legge, che recepisce la direttiva europea 2002/46. Se una confezione promette di "curare" la caduta, qualcosa non va.
Se vuoi sapere quando un integratore può avere senso, ne parliamo nella guida integratori per capelli: funzionano davvero?
Cosa deve esserci sull'etichetta, per legge
Questa è la lista delle informazioni obbligatorie. Se ne manca qualcuna, è già un segnale da non ignorare.
- Le sostanze che caratterizzano il prodotto, per esempio "vitamine e minerali" o il nome di un estratto vegetale.
- La dose giornaliera raccomandata, cioè quante compresse, capsule o bustine al giorno.
- L'avvertenza a non superare la dose raccomandata.
- La frase che ricorda che gli integratori non sostituiscono una dieta variata.
- L'indicazione di tenerli fuori dalla portata dei bambini sotto i tre anni.
- La quantità di ogni nutriente, in numeri, riferita alla dose giornaliera. Per vitamine e minerali, anche in percentuale dei valori di riferimento.
Fonte: D.Lgs. 169/2004, articolo 6.
Come tutti gli alimenti, poi, l'integratore deve riportare anche le informazioni previste dal Regolamento UE 1169/2011. Tra queste:
- l'elenco degli ingredienti, in ordine decrescente di peso;
- gli allergeni, evidenziati con un carattere diverso, per esempio in grassetto;
- il nome e l'indirizzo dell'azienda responsabile;
- il termine minimo di conservazione ("da consumarsi preferibilmente entro");
- il lotto di produzione, di solito preceduto dalla lettera "L" (D.Lgs. 231/2017).
Come leggere la tabella dei nutrienti: occhio alla dose giornaliera
Le quantità in tabella si riferiscono alla dose giornaliera raccomandata dal produttore, non sempre a una sola compressa. Lo prevede il D.Lgs. 169/2004.
Se la dose è di due compresse al giorno, i valori in tabella valgono per due compresse insieme. È il primo dettaglio da controllare, perché cambia completamente la lettura.
Ecco un esempio inventato, solo per spiegare come si legge una tabella. Non è un consiglio su cosa o quanto prendere.
| Nutriente | Per dose giornaliera (2 compresse) | % VNR |
|---|---|---|
| Biotina | 50 µg | 100% |
| Zinco (con la sua forma chimica) | 5 mg | 50% |
| Selenio | 27,5 µg | 50% |
Le percentuali dell'esempio sono calcolate sui valori di riferimento dell'allegato XIII del Regolamento UE 1169/2011. Accanto ai minerali trovi spesso anche la forma chimica, di cui parliamo più sotto.
Cosa significa "% VNR" (e cosa no)
VNR sta per "valori nutritivi di riferimento". Sono valori fissati dall'Unione Europea, uguali per tutti gli adulti. La percentuale ti dice quanta parte di quel valore copre una dose giornaliera del prodotto.
Per esempio, il valore di riferimento della biotina è 50 microgrammi. Una dose che ne contiene 50 copre quindi il 100% del VNR.
La % VNR però non è il tuo fabbisogno personale. Come spiega il servizio sanitario scozzese (NHS Scotland), i valori di riferimento in etichetta non sono obiettivi da raggiungere. I bisogni sono diversi per ognuno, e quei valori non tengono conto di quello che già mangi.
Più non vuol dire meglio
Una percentuale alta non rende un prodotto più efficace. Anzi, per molte vitamine e molti minerali l'EFSA ha fissato un limite di sicurezza.
L'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, lo chiama "livello massimo tollerabile di assunzione". È la quantità più alta che si può assumere ogni giorno, per un lungo periodo, senza che ci si aspetti un rischio per la salute.
Secondo le linee guida EFSA (2022), questo limite riguarda la quantità totale, da tutte le fonti. E se lo si supera abitualmente, il rischio di effetti avversi aumenta.
Il limite vale da tutte le fonti
- Il limite di sicurezza di un nutriente vale per la somma di cibo, alimenti arricchiti e integratori, non per il singolo prodotto (fonte: EFSA).
Attenzione a sommare più prodotti
Un multivitaminico, un integratore per capelli, un alimento arricchito: spesso contengono gli stessi nutrienti. Le quantità si sommano, anche se ogni etichetta da sola sembra tranquilla.
Per questo l'Istituto Superiore di Sanità consiglia di sentire il medico prima di usare più integratori insieme. E ricorda di non prenderli per periodi prolungati né in dosi più alte di quelle in etichetta.
Ricorda anche che una carenza si accerta con il medico, non con l'etichetta. Ne parliamo nella guida su esami del sangue e caduta dei capelli.
La forma chimica: quella sigla tra parentesi
Accanto a un minerale trovi spesso la sua forma: zinco gluconato, zinco ossido, selenito di sodio, e così via. Le forme ammesse negli integratori sono elencate dalla normativa europea (direttiva 2002/46, allegato II, nella versione aggiornata).
Esiste qualche ricerca su come vengono assorbite le diverse forme. Per esempio, uno studio su 15 adulti ha misurato l'assorbimento di una dose di zinco in tre forme. I risultati erano diversi tra loro (Wegmüller et al., 2014). Lo studio però non ha valutato gli effetti sui capelli.
In generale le prove sono ancora limitate. La forma chimica è un'informazione utile da leggere, non un motivo per scegliere un prodotto da soli.
Le frasi sui capelli: cosa possono dire davvero
Nell'Unione Europea le frasi sugli effetti per la salute devono essere autorizzate. Per vitamine e minerali, quelle che riguardano i capelli sono soltanto quattro (Regolamento UE 432/2012):
- la biotina contribuisce al mantenimento di capelli normali;
- lo zinco contribuisce al mantenimento di capelli normali;
- il selenio contribuisce al mantenimento di capelli normali;
- il rame contribuisce alla normale pigmentazione dei capelli.
Queste frasi si possono usare solo se il prodotto contiene una quantità significativa del nutriente. E soprattutto: "mantenimento di capelli normali" non significa "ferma la caduta" né "fa ricrescere i capelli".
Per gli estratti vegetali il quadro è diverso. A livello europeo non esistono ancora frasi sulla salute autorizzate per le piante. Nel 2025 la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha chiarito un punto. Le indicazioni sulla salute delle piante non si possono usare finché non vengono autorizzate. Se un'etichetta ti lascia dubbi, chiedi al medico o al farmacista.
Il registro del Ministero della Salute
Quando mette in commercio un integratore per la prima volta, l'azienda deve inviare l'etichetta al Ministero della Salute. I prodotti per cui la procedura si conclude favorevolmente entrano in un registro pubblico (D.Lgs. 169/2004, articolo 10).
L'ISS consiglia di usare solo prodotti notificati al registro del Ministero e acquistati attraverso canali ufficiali.
Una precisazione importante: essere nel registro significa che l'etichetta è stata comunicata e verificata. Non significa che il prodotto funzioni.
I campanelli d'allarme
Alcune promesse dovrebbero farti fermare. Molte le elenca l'FDA, l'ente americano per farmaci e alimenti, nella sua guida contro le truffe sulla salute. Altre le segnala l'ISS.
Cosa cercare
- La scritta "integratore alimentare".
- Dose giornaliera e avvertenze ben leggibili.
- Quantità in numeri, riferite alla dose giornaliera.
- Nome e indirizzo dell'azienda, lotto e scadenza.
- Frasi sugli effetti misurate, come quelle autorizzate.
Cosa deve insospettirti
- "Cura", "blocca la caduta", "fa ricrescere i capelli".
- Risultati rapidi o garantiti.
- Un solo prodotto che risolve tutto.
- "Naturale" o "senza controindicazioni" usato come garanzia di sicurezza.
- Recensioni e testimonianze come unica prova: online possono anche essere false (FDA).
- Prodotti venduti fuori dai canali abituali, per esempio su siti poco chiari.
Anche l'ISS invita a diffidare delle pubblicità che promettono effetti rapidi, "naturali" o "senza controindicazioni". E degli integratori trovati fuori dai comuni canali commerciali, per esempio su internet.
Per i cosmetici vale un ragionamento simile: lo spieghiamo nella guida su cosmetici bio e naturali.
Gravidanza, farmaci e bambini
Le avvertenze in etichetta vanno sempre lette. Ma anche se sulla confezione non c'è scritto nulla, ci sono situazioni in cui serve il parere del medico prima di iniziare.
Secondo l'ISS, bisogna sentire il medico se l'integratore è per un bambino, se sei in gravidanza o allatti, e se stai già prendendo dei farmaci.
Il ruolo dello studio Beautrì
Allo studio Beautrì non consigliamo integratori e non li vendiamo. Se ne prendi uno, o stai pensando di farlo, ti invitiamo a parlarne con il tuo medico.
Il nostro lavoro parte da un'altra domanda: cosa sta succedendo a te, prima ancora che ai tuoi capelli? È l'idea del Metodo 80/20 di Daniela Modina, tecnica tricologa: 80% persona, 20% capelli.
La consulenza Beautrìco dura circa 90 minuti e parte dall'ascolto. Poi c'è l'analisi del cuoio capelluto, con videodermatoscopio e trico-analyzer. Se emerge che vale la pena parlarne con il medico, te lo diciamo con chiarezza. Su questa base si costruisce un percorso personalizzato per la cura quotidiana di cute e capelli.
Domande frequenti
Cosa significa VNR sull'etichetta di un integratore?
VNR sta per "valori nutritivi di riferimento": valori fissati dall'Unione Europea, uguali per tutti gli adulti. La % VNR indica quanta parte di quel valore copre una dose giornaliera. Non è il tuo fabbisogno personale.
Un integratore con il 300% di VNR è migliore?
No, non è detto. Una percentuale alta non rende un prodotto più efficace. Per molti nutrienti l'EFSA fissa un limite massimo di sicurezza, che vale per la somma di tutte le fonti. Se hai dubbi, parlane con il medico.
I valori in tabella sono per una compressa?
Non sempre. Per legge le quantità si riferiscono alla dose giornaliera raccomandata dal produttore. Se la dose è di due compresse, i valori valgono per due compresse insieme.
Posso prendere due integratori insieme?
Meglio chiedere prima al medico. Spesso contengono gli stessi nutrienti, e le quantità si sommano. L'Istituto Superiore di Sanità consiglia di sentire il medico prima di usare più integratori insieme.
Se un integratore è nel registro del Ministero, vuol dire che funziona?
No. Essere nel registro significa che l'etichetta è stata comunicata al Ministero e verificata. Non è una prova di efficacia.
"Contribuisce al mantenimento di capelli normali" vuol dire che fa ricrescere i capelli?
No. È una frase autorizzata dall'Unione Europea per biotina, zinco e selenio. Non dice che il prodotto ferma la caduta o fa ricrescere i capelli.
Hai provato prodotti su prodotti e i tuoi capelli non migliorano? Raccontaci la tua situazione, così capiamo come aiutarti. Lo studio Beautrì si trova a Cologno al Serio, in provincia di Bergamo.
Candidati per una consulenza con DanielaP.S. Quelli che trovi in questo articolo sono consigli e informazioni generali. Non diciamo a nessuno di assumere integratori. Prima di prenderne uno, consulta sempre il tuo medico.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico, del farmacista o del dermatologo.
Fonti
- Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169 – articolo 6 (etichettatura)
- Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169 – articolo 10 (notifica e registro)
- Direttiva 2002/46/CE relativa agli integratori alimentari – articolo 6 (testo UE)
- Direttiva 2002/46/CE – allegato II, forme ammesse di vitamine e minerali (EUR-Lex)
- Regolamento (UE) n. 1169/2011 – informazioni sugli alimenti ai consumatori, articoli 9, 18, 21 e allegato XIII (EUR-Lex)
- Decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231 – articolo 17 (lotto)
- Regolamento (UE) n. 432/2012 – Elenco delle indicazioni sulla salute consentite (EUR-Lex)
- Corte di Giustizia dell'Unione Europea – Comunicato stampa n. 57/25, causa C-386/23 (2025)
- EFSA – Dietary reference values (agg. 2024)
- EFSA – Guidance for establishing and applying tolerable upper intake levels for vitamins and essential minerals, EFSA Journal (2022)
- NHS Scotland (My Diabetes My Way) – Food Labels (2025)
- Istituto Superiore di Sanità (ISSalute) – Integratori alimentari (agg. 2025)
- Wegmüller R et al. – Zinc absorption by young adults from supplemental zinc citrate is comparable with that from zinc gluconate and higher than from zinc oxide, Journal of Nutrition (2014)
- FDA – 6 Tip-offs to Rip-offs: Don't Fall for Health Fraud Scams (2021)